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Ancora Belgio. La gara, di 108km, prevedeva sei strappi (il più lungo di circa 2km) tra cui anche uno in pavé, il Nokere Berg che avevo già “assaggiato” qualche settimana fa al Nokere Koerse. La prima parte di gara è stata abbastanza tranquilla, mentre dal 50 km in poi quando sono iniziate le salite si è scatenato l’inferno. Sulla seconda salita, quella più dura, il ritmo è stato molto alto ed il gruppo si è frazionato in più parti costringendo le atlete ad inseguire in discesa così come ho fatto anch’io insieme alla mia compagna di squadra Yareli. Siamo rientrate quindi nel gruppo principale che si è ricompattato. Nel frattempo una fuga composta da 11 unità ( tra l’altro le più forti come Van Vleuten, Longo Borghini, Niewadoma, Cecchini, Van Dijk, Brand, Gutierrez, Bastianelli, De Vuist, Lippert e Elvin) ha preso il largo fino ad arrivare all’arrivo con un vantaggio di 1 minuto e mezzo sulle inseguitrici.
Dietro alle fuggitive c’è stata una volata per il dodicesimo posto e considerato l’ultimo km abbastanza tortuoso ho preferito non prendere rischi e ho terminato la gara nella pancia del gruppo.
Prossimo appuntamento il giro della Fiandre di 157 km

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